Ridurre l’evasione fiscale e la corruzione sarebbe un gran passo avanti verso il miglioramento delle risorse pubbliche e verso la meritocrazia, in tutti gli ambiti, ma soprattutto in questo, dal grande al piccolo, dal piccolo al grande, e non ci sarebbe bisogno di fare i conti in tasca agli studenti.i pesi morti che vedo nell’università, come delle gangrene da tagliare perchè infettano e soffocano qualcosa di vivo NON affollano le biblioteche o le aulee, ma siedono dietro le cattedre nonostante spesso non siano + competenti di altri, e ingombrano le sale operatorie, nonostante il tremore incipiente e la scarsa voglia di insegnare. trovano il modo di ingolfare la sanità pubblica dei loro pazienti privati, riescono a bypassare i criteri di ammissione di concorsi di specializzazione per “infilare” qua e là i loro sottoposti, e creano una competizione “soffocante” e non stimolante tra i diversi gruppi di ricerca. il mio non vuole essere un discorso populista, sia chiaro, non tutti sono così, ma io mi sento in dovere di prendere le distanze da questa logica per la quale chi non produce è oggi una nullità, e ancora per la quale i problemi vengono dal basso. al contrario credo che “dal basso” venga il vento del cambiamento, vengano le buone idee stimolate dalla necessità, e venga la voglia di fare.io mi sono laureata a 24 anni e probabilmente ho pagato molte più tasse di chi si laureerà dopo di me pur non essendo ricca sfondata, ma sapete una cosa? tutto ciò non mi disturba affatto! la mattina mi sveglio felice, con il sole e con la pioggia, e penso che chi ci mette un pò di + ha già un grosso fardello addosso, di certo non ha bisogno del dito di un altro puntato contro!